Thursday, September 27, 2007
Sunday, April 29, 2007
Amor ch'a nullo amato amar perdona 2
Allora... a cosa si riferiva il post precedente? a me, forse? no... seppure quanto scritto varrebbe anche per me, chiaro...
No, il fatto è nato dall'avere - en passant - visto una mia amica.
Una persona piacevole, quasi normale. O quanto meno, prima di avere abbracciato il buddismo. Il buddismo fa star bene. Questo sì. Infatti questa mia amica piange tutto il tempo che può farlo.
In negozio incontra una vecchina che le dice che sua figlia non le parla da dieci anni? le dà consigli e carezze, torna a casa e piange perché c'è tanto male al mondo.
Incontra un tizio che le chiede il viagra vegetale? sorride, gli dà consigli e poi torna a casa e piange perché c'è tanto amore al mondo.
Ha uno scazzo con se stessa perché è successo qualcosa di infinitesimo sul cammino della sua vita? ti annulla la serata perché non è il momento giusto e deve studiare (cosa? cosa? dico io?) e poi passa la serata a piangere con se stessa perché la vita è fatta così.
Ecco: il problema è che sono due anni che sta insieme con uno. Oddio... insieme... è una parola grossa... diciamo che costui sta insieme a lei e ad un'altra, più giovane. La cosa "divertente" è che quella più giovane è la sua "vera donna"... lei è solo l'amante di turno.
Un giorno ognuna scopre dell'altra, lo prendono e danno a lui un ultimatum. Scegli. O me o lei. Lui, che è un vero uomo e in quanto tale una persona ignobile, risponde: "La prima che si rompe della situazione, vada via. Io starò con l'altra.". Solomonico. E mi dà l'idea di quante donne coglione si possano trovare in giro per il mondo.
L'anno scorso lei decide che bisogna fare qualcosa. Fissa una data e se per quel giorno lui non ha deciso, lo molla. Perché quella data e non prima? Perché l'altra si deve laureare e quindi... poni che lui decida per l'altra perché è in un momento topico della vita? Meglio non rischiare troppo, insomma...
Arriva il giorno del giudizio. Ora basta. Ed io non la sento più per un po'. Chi lo sa? Io certo non chiedo. Poi una sera la rivedo. Piangente, come al solito. No, non lo ha mollato. Lei lo ama. E non è giusto che lui non abbia ancora deciso. Anzi: per meglio poter scegliere, lui va a Roma da una terza amica. Così, in modo da farsi illuminare la vita.
Siamo nel 2007. Lui è ancora insieme ad una ed all'altra. Lei lo ama. E piange. E lui passa il suo compleanno con l'altra. Grazie per gli auguri. E per il regalo, bellissimo. Ma, scusa, devo andare con lei: ha la priorità. Lei piange. Ma lo ama.
Una sera lei riceve un messaggino a mezzanotte con una frase gentile. Non è da lui. Lei si scioglie. E piange. E io le spiego che forse è andato in bianco ed è tipico dell'uomo aggrapparsi alle certezze quando qualcosa non va bene. Ed è per questo che le ha mandato un sms. Ma lei non capisce. Lo ama. E piange. E io la insulto perché odio la gente cretina. E insulto il suo morboso attaccamento al buddismo che tanto la fa stare bene. Si vede, no? si vede da come piange. Lei risponde che senza il buddismo starebbe peggio. E che comunque adesso vuole andare a rivedere la sua psicologa o salcazzoche che le costa solo 40 euri l'ora invece di nonsoquanto chiedono gli altri. Perché è un'amica. Anch'io sono un amico, guarda. Te ne chiederò 35 e mi sentirò meglio ad insultarti ancora...
Ecco: quando vedrò la sua storia sul corriere o su repubblica perché lei o l'altra avranno fatto fuori questo stronzetto o quando leggerò di un tragico suicidio sotto la metropolitana penserò di aver fatto quello che ho potuto.
No, il fatto è nato dall'avere - en passant - visto una mia amica.
Una persona piacevole, quasi normale. O quanto meno, prima di avere abbracciato il buddismo. Il buddismo fa star bene. Questo sì. Infatti questa mia amica piange tutto il tempo che può farlo.
In negozio incontra una vecchina che le dice che sua figlia non le parla da dieci anni? le dà consigli e carezze, torna a casa e piange perché c'è tanto male al mondo.
Incontra un tizio che le chiede il viagra vegetale? sorride, gli dà consigli e poi torna a casa e piange perché c'è tanto amore al mondo.
Ha uno scazzo con se stessa perché è successo qualcosa di infinitesimo sul cammino della sua vita? ti annulla la serata perché non è il momento giusto e deve studiare (cosa? cosa? dico io?) e poi passa la serata a piangere con se stessa perché la vita è fatta così.
Ecco: il problema è che sono due anni che sta insieme con uno. Oddio... insieme... è una parola grossa... diciamo che costui sta insieme a lei e ad un'altra, più giovane. La cosa "divertente" è che quella più giovane è la sua "vera donna"... lei è solo l'amante di turno.
Un giorno ognuna scopre dell'altra, lo prendono e danno a lui un ultimatum. Scegli. O me o lei. Lui, che è un vero uomo e in quanto tale una persona ignobile, risponde: "La prima che si rompe della situazione, vada via. Io starò con l'altra.". Solomonico. E mi dà l'idea di quante donne coglione si possano trovare in giro per il mondo.
L'anno scorso lei decide che bisogna fare qualcosa. Fissa una data e se per quel giorno lui non ha deciso, lo molla. Perché quella data e non prima? Perché l'altra si deve laureare e quindi... poni che lui decida per l'altra perché è in un momento topico della vita? Meglio non rischiare troppo, insomma...
Arriva il giorno del giudizio. Ora basta. Ed io non la sento più per un po'. Chi lo sa? Io certo non chiedo. Poi una sera la rivedo. Piangente, come al solito. No, non lo ha mollato. Lei lo ama. E non è giusto che lui non abbia ancora deciso. Anzi: per meglio poter scegliere, lui va a Roma da una terza amica. Così, in modo da farsi illuminare la vita.
Siamo nel 2007. Lui è ancora insieme ad una ed all'altra. Lei lo ama. E piange. E lui passa il suo compleanno con l'altra. Grazie per gli auguri. E per il regalo, bellissimo. Ma, scusa, devo andare con lei: ha la priorità. Lei piange. Ma lo ama.
Una sera lei riceve un messaggino a mezzanotte con una frase gentile. Non è da lui. Lei si scioglie. E piange. E io le spiego che forse è andato in bianco ed è tipico dell'uomo aggrapparsi alle certezze quando qualcosa non va bene. Ed è per questo che le ha mandato un sms. Ma lei non capisce. Lo ama. E piange. E io la insulto perché odio la gente cretina. E insulto il suo morboso attaccamento al buddismo che tanto la fa stare bene. Si vede, no? si vede da come piange. Lei risponde che senza il buddismo starebbe peggio. E che comunque adesso vuole andare a rivedere la sua psicologa o salcazzoche che le costa solo 40 euri l'ora invece di nonsoquanto chiedono gli altri. Perché è un'amica. Anch'io sono un amico, guarda. Te ne chiederò 35 e mi sentirò meglio ad insultarti ancora...
Ecco: quando vedrò la sua storia sul corriere o su repubblica perché lei o l'altra avranno fatto fuori questo stronzetto o quando leggerò di un tragico suicidio sotto la metropolitana penserò di aver fatto quello che ho potuto.
Labels: amore, Buddismo, Persone, Psicologia, Vita

