Sunday, July 22, 2007
Friday, June 29, 2007
Monday, June 25, 2007
Sunday, April 29, 2007
Amor ch'a nullo amato amar perdona 2
Allora... a cosa si riferiva il post precedente? a me, forse? no... seppure quanto scritto varrebbe anche per me, chiaro...
No, il fatto è nato dall'avere - en passant - visto una mia amica.
Una persona piacevole, quasi normale. O quanto meno, prima di avere abbracciato il buddismo. Il buddismo fa star bene. Questo sì. Infatti questa mia amica piange tutto il tempo che può farlo.
In negozio incontra una vecchina che le dice che sua figlia non le parla da dieci anni? le dà consigli e carezze, torna a casa e piange perché c'è tanto male al mondo.
Incontra un tizio che le chiede il viagra vegetale? sorride, gli dà consigli e poi torna a casa e piange perché c'è tanto amore al mondo.
Ha uno scazzo con se stessa perché è successo qualcosa di infinitesimo sul cammino della sua vita? ti annulla la serata perché non è il momento giusto e deve studiare (cosa? cosa? dico io?) e poi passa la serata a piangere con se stessa perché la vita è fatta così.
Ecco: il problema è che sono due anni che sta insieme con uno. Oddio... insieme... è una parola grossa... diciamo che costui sta insieme a lei e ad un'altra, più giovane. La cosa "divertente" è che quella più giovane è la sua "vera donna"... lei è solo l'amante di turno.
Un giorno ognuna scopre dell'altra, lo prendono e danno a lui un ultimatum. Scegli. O me o lei. Lui, che è un vero uomo e in quanto tale una persona ignobile, risponde: "La prima che si rompe della situazione, vada via. Io starò con l'altra.". Solomonico. E mi dà l'idea di quante donne coglione si possano trovare in giro per il mondo.
L'anno scorso lei decide che bisogna fare qualcosa. Fissa una data e se per quel giorno lui non ha deciso, lo molla. Perché quella data e non prima? Perché l'altra si deve laureare e quindi... poni che lui decida per l'altra perché è in un momento topico della vita? Meglio non rischiare troppo, insomma...
Arriva il giorno del giudizio. Ora basta. Ed io non la sento più per un po'. Chi lo sa? Io certo non chiedo. Poi una sera la rivedo. Piangente, come al solito. No, non lo ha mollato. Lei lo ama. E non è giusto che lui non abbia ancora deciso. Anzi: per meglio poter scegliere, lui va a Roma da una terza amica. Così, in modo da farsi illuminare la vita.
Siamo nel 2007. Lui è ancora insieme ad una ed all'altra. Lei lo ama. E piange. E lui passa il suo compleanno con l'altra. Grazie per gli auguri. E per il regalo, bellissimo. Ma, scusa, devo andare con lei: ha la priorità. Lei piange. Ma lo ama.
Una sera lei riceve un messaggino a mezzanotte con una frase gentile. Non è da lui. Lei si scioglie. E piange. E io le spiego che forse è andato in bianco ed è tipico dell'uomo aggrapparsi alle certezze quando qualcosa non va bene. Ed è per questo che le ha mandato un sms. Ma lei non capisce. Lo ama. E piange. E io la insulto perché odio la gente cretina. E insulto il suo morboso attaccamento al buddismo che tanto la fa stare bene. Si vede, no? si vede da come piange. Lei risponde che senza il buddismo starebbe peggio. E che comunque adesso vuole andare a rivedere la sua psicologa o salcazzoche che le costa solo 40 euri l'ora invece di nonsoquanto chiedono gli altri. Perché è un'amica. Anch'io sono un amico, guarda. Te ne chiederò 35 e mi sentirò meglio ad insultarti ancora...
Ecco: quando vedrò la sua storia sul corriere o su repubblica perché lei o l'altra avranno fatto fuori questo stronzetto o quando leggerò di un tragico suicidio sotto la metropolitana penserò di aver fatto quello che ho potuto.
No, il fatto è nato dall'avere - en passant - visto una mia amica.
Una persona piacevole, quasi normale. O quanto meno, prima di avere abbracciato il buddismo. Il buddismo fa star bene. Questo sì. Infatti questa mia amica piange tutto il tempo che può farlo.
In negozio incontra una vecchina che le dice che sua figlia non le parla da dieci anni? le dà consigli e carezze, torna a casa e piange perché c'è tanto male al mondo.
Incontra un tizio che le chiede il viagra vegetale? sorride, gli dà consigli e poi torna a casa e piange perché c'è tanto amore al mondo.
Ha uno scazzo con se stessa perché è successo qualcosa di infinitesimo sul cammino della sua vita? ti annulla la serata perché non è il momento giusto e deve studiare (cosa? cosa? dico io?) e poi passa la serata a piangere con se stessa perché la vita è fatta così.
Ecco: il problema è che sono due anni che sta insieme con uno. Oddio... insieme... è una parola grossa... diciamo che costui sta insieme a lei e ad un'altra, più giovane. La cosa "divertente" è che quella più giovane è la sua "vera donna"... lei è solo l'amante di turno.
Un giorno ognuna scopre dell'altra, lo prendono e danno a lui un ultimatum. Scegli. O me o lei. Lui, che è un vero uomo e in quanto tale una persona ignobile, risponde: "La prima che si rompe della situazione, vada via. Io starò con l'altra.". Solomonico. E mi dà l'idea di quante donne coglione si possano trovare in giro per il mondo.
L'anno scorso lei decide che bisogna fare qualcosa. Fissa una data e se per quel giorno lui non ha deciso, lo molla. Perché quella data e non prima? Perché l'altra si deve laureare e quindi... poni che lui decida per l'altra perché è in un momento topico della vita? Meglio non rischiare troppo, insomma...
Arriva il giorno del giudizio. Ora basta. Ed io non la sento più per un po'. Chi lo sa? Io certo non chiedo. Poi una sera la rivedo. Piangente, come al solito. No, non lo ha mollato. Lei lo ama. E non è giusto che lui non abbia ancora deciso. Anzi: per meglio poter scegliere, lui va a Roma da una terza amica. Così, in modo da farsi illuminare la vita.
Siamo nel 2007. Lui è ancora insieme ad una ed all'altra. Lei lo ama. E piange. E lui passa il suo compleanno con l'altra. Grazie per gli auguri. E per il regalo, bellissimo. Ma, scusa, devo andare con lei: ha la priorità. Lei piange. Ma lo ama.
Una sera lei riceve un messaggino a mezzanotte con una frase gentile. Non è da lui. Lei si scioglie. E piange. E io le spiego che forse è andato in bianco ed è tipico dell'uomo aggrapparsi alle certezze quando qualcosa non va bene. Ed è per questo che le ha mandato un sms. Ma lei non capisce. Lo ama. E piange. E io la insulto perché odio la gente cretina. E insulto il suo morboso attaccamento al buddismo che tanto la fa stare bene. Si vede, no? si vede da come piange. Lei risponde che senza il buddismo starebbe peggio. E che comunque adesso vuole andare a rivedere la sua psicologa o salcazzoche che le costa solo 40 euri l'ora invece di nonsoquanto chiedono gli altri. Perché è un'amica. Anch'io sono un amico, guarda. Te ne chiederò 35 e mi sentirò meglio ad insultarti ancora...
Ecco: quando vedrò la sua storia sul corriere o su repubblica perché lei o l'altra avranno fatto fuori questo stronzetto o quando leggerò di un tragico suicidio sotto la metropolitana penserò di aver fatto quello che ho potuto.
Labels: amore, Buddismo, Persone, Psicologia, Vita
Friday, April 27, 2007
Tuesday, April 24, 2007
Poesia...
...è proprio un momento così, di saudade.
Toquinho e Chico Buarque
Samba para Vinícius
Poeta
Meu poeta camarada
Poeta da pesada
Do pagode do perdão
Perdoa essa canção improvisada
Em tua inspiração
De todo o coração
Da moça e do violão
Do fundo
Poeta
Poetinha vagabundo
Quem dera todo mundo
Fosse assim feito você
Que a vida não gosta de esperar
A vida é pra valer
A vida é pra levar
Vinicius, velho, saravá
Toquinho e Chico Buarque
Samba para Vinícius
Poeta
Meu poeta camarada
Poeta da pesada
Do pagode do perdão
Perdoa essa canção improvisada
Em tua inspiração
De todo o coração
Da moça e do violão
Do fundo
Poeta
Poetinha vagabundo
Quem dera todo mundo
Fosse assim feito você
Que a vida não gosta de esperar
A vida é pra valer
A vida é pra levar
Vinicius, velho, saravá
Labels: amore, Brasile, Buarque, Chico, Musica, Poesia, ridere, Toquinho, Vinicius, Vita
Thursday, April 19, 2007
Poesia...
...ogni tanto ci vuole.
Jacques Prévert
Pour toi mon amour
Je suis allé au marché aux oiseaux
Et j'ai acheté des oiseaux
Pour toi
Mon amour
Je suis allé au marché aux fleurs
Et j'ai acheté des fleurs
Pour toi
Mon amour
Je suis allé au marché à la ferraille
Et j'ai acheté des chaînes
De lourdes chaînes
Pour toi
Mon amour
Et je suis allé au marché aux esclaves
Et je t'ai cherchée
Mais je ne t'ai pas trouvée
Mon amour
Per te amore mio
Sono andato al mercato degli uccelli
E ho comprato degli uccelli
Per te
Amore mio
Sono andato al mercato dei fiori
E ho comprato dei fiori
Per te
Amore mio
Sono andato al mercato dei rottami
E ho comprato catene
Pesanti catene
Per te
Amore mio
Poi sono andato al mercato degli schiavi
E ti ho cercata
Ma senza trovarti
Amore mio.
Jacques Prévert
Pour toi mon amour
Je suis allé au marché aux oiseaux
Et j'ai acheté des oiseaux
Pour toi
Mon amour
Je suis allé au marché aux fleurs
Et j'ai acheté des fleurs
Pour toi
Mon amour
Je suis allé au marché à la ferraille
Et j'ai acheté des chaînes
De lourdes chaînes
Pour toi
Mon amour
Et je suis allé au marché aux esclaves
Et je t'ai cherchée
Mais je ne t'ai pas trouvée
Mon amour
Per te amore mio
Sono andato al mercato degli uccelli
E ho comprato degli uccelli
Per te
Amore mio
Sono andato al mercato dei fiori
E ho comprato dei fiori
Per te
Amore mio
Sono andato al mercato dei rottami
E ho comprato catene
Pesanti catene
Per te
Amore mio
Poi sono andato al mercato degli schiavi
E ti ho cercata
Ma senza trovarti
Amore mio.
Sunday, April 01, 2007
Save the whales

Chiunque tu sia a leggere questo post, perdi qualche minuto della tua vita per una causa intelligente.
Per la cronaca, io mi sono messo a saltare da solo davanti ad un autoscatto finché non è riuscita la foto... e si mi volessi cercare nella pagina prova con:
Save the wales, save the earth, save our future.
Jumping for the whales from Italy.
Tuesday, February 27, 2007
Il tango della nera signora
Sì, hai ragione. Ho paura della morte. Non mi piace parlarne senza scherzarci sopra ed è un modo semplice di evitare l'ansia che mi provoca.
Ma non ho paura della mia morte.
O per lo meno... stia pure lontana da me... ma non è quello che mi mette ansia.
Ho paura della tua morte. Di quella dei miei parenti, dei miei amici, dei miei gatti, delle persone cui voglio bene, delle persone che non mi conoscono e non conosco neppure ma che stimo per quello che dicono e quello che scrivono.
Perché è di tutti voi che vivo: sarò pure asociale ma senza di voi vivo male.
E quando quindi qualcuno se ne va per sempre è uno squarcio nel cuore che si apre. Perché è semplice dire che chi se ne va rimane nei tuoi pensieri. Sarà vero... lo dico sempre anch'io... ma non potrò più abbracciarlo, quello no...
Ecco perché mi mette ansia pensare che un giorno tu non ci sarai più ed io sì. Preferisco il contrario.
Ti amo sempre, dolce Piru.
Ma non ho paura della mia morte.
O per lo meno... stia pure lontana da me... ma non è quello che mi mette ansia.
Ho paura della tua morte. Di quella dei miei parenti, dei miei amici, dei miei gatti, delle persone cui voglio bene, delle persone che non mi conoscono e non conosco neppure ma che stimo per quello che dicono e quello che scrivono.
Perché è di tutti voi che vivo: sarò pure asociale ma senza di voi vivo male.
E quando quindi qualcuno se ne va per sempre è uno squarcio nel cuore che si apre. Perché è semplice dire che chi se ne va rimane nei tuoi pensieri. Sarà vero... lo dico sempre anch'io... ma non potrò più abbracciarlo, quello no...
Ecco perché mi mette ansia pensare che un giorno tu non ci sarai più ed io sì. Preferisco il contrario.
Ti amo sempre, dolce Piru.
Thursday, November 02, 2006
Piensa en mi
Si tienes un hondo penar,
piensa en mi,
si tienes ganas de llorar
piensa en mi,
ya ves que venero
tu imagen divina,
tu parvula boca,
que siendo tan niña,
me enseñó a pecar.
Piensa en mi cuando beses,
cuando llores tambien piensa en mi,
cuando quieras quítame la vida,
no la quiero para nada,
para nada me sirve sin ti
Tel vez hay alguien en la vida que te hace comprender que tal vez la vida merece ser vivida. Gracias, mi querida.
piensa en mi,
si tienes ganas de llorar
piensa en mi,
ya ves que venero
tu imagen divina,
tu parvula boca,
que siendo tan niña,
me enseñó a pecar.
Piensa en mi cuando beses,
cuando llores tambien piensa en mi,
cuando quieras quítame la vida,
no la quiero para nada,
para nada me sirve sin ti
Tel vez hay alguien en la vida que te hace comprender que tal vez la vida merece ser vivida. Gracias, mi querida.
Saturday, October 28, 2006
Fiori di zucca fritti...
In verità ho trovato altre ricette più serie e complesse (per esempio qui) ma sono sempre convinto che la mia pastella sia la cosa più leggera che si possa fare...
- da 2 1/2 a 3 1/2 cucchiai di farina
- un uovo
- sale, pepe
- un bicchierino di vodka
...d'altronde: chi li ha già provati sa già...
- da 2 1/2 a 3 1/2 cucchiai di farina
- un uovo
- sale, pepe
- un bicchierino di vodka
...d'altronde: chi li ha già provati sa già...
Sunday, October 15, 2006
Saturday, October 14, 2006
Lucia e Camilla
Credo fosse l'undici di Marzo del 1994. Mi pare di ricordare che fosse Sabato.
Ero solo, a Barcellona, e stavo tornando a casa. Ventiquattro anni, fresco di laurea.
Vi ho incontrate al distributore di benzina. Il tedesco stava andando verso Lione e aveva fretta di lasciarvi a qualcun altro. Tornavi a trovare la mamma a Firenze.
In serata eravamo a Sanremo.
Tu avevi 30 anni, Lucia. Così mi pare. E Camilla ne aveva tre.
Tu di Firenze, lui di Parigi, vende tutto, compra un camper e fuggite in Andalusia.
Ricordo il viaggio come un sogno ovattato.
Le tue canne ogni ora, Camilla che dormiva tutto il tempo, Mia Martini che canta con noi, e i racconti, le storie, le vite. E ogni volta che entravamo in un grill Camilla usciva con qualcosa in mano e tu eri disperata. Ed io che non avevo fame e che avrei finto di non averne pur di non accettare che tu mi pagassi il pranzo... partivi dall'Andalusia con centomila lire per andare a Firenze... e poi i fenicotteri rosa vicino a Marsiglia e la foto di voi accanto alla mia AX che sfrecciava a 150 sull'autostrada. E poi tu, che sentivi il richiamo dell'Africa.
L'ultima immagine è di noi tre, Camilla che tiene le nostre mani e io che abbraccio tutte e due davanti alla stazione di Sanremo.
A dodici anni e più di distanza ho la pelle d'oca ed un blocco allo stomaco a scrivere queste due righe. E' come se durante il viaggio avessimo vissuto insieme una vita piena di cose belle. Non so come sia, ma è così. E ogni tanto penso a voi: tu hai passato i quaranta e Camilla è quasi maggiorenne... e mi piacerebbe sapere che state bene e che hai mantenuto quella follia disorganizzata e quella gioia per la vita che ho vissuto con te una volta e immagino nei miei sogni ad occhi aperti che Camilla sia bella così come immagino fossi stata tu a sedici anni.
Non saprò mai nulla di voi, lo so.
Non ci vedremo più, lo so.
Ma penso a voi, e siete ancora lì.
Ciao, amiche.
Ero solo, a Barcellona, e stavo tornando a casa. Ventiquattro anni, fresco di laurea.
Vi ho incontrate al distributore di benzina. Il tedesco stava andando verso Lione e aveva fretta di lasciarvi a qualcun altro. Tornavi a trovare la mamma a Firenze.
In serata eravamo a Sanremo.
Tu avevi 30 anni, Lucia. Così mi pare. E Camilla ne aveva tre.
Tu di Firenze, lui di Parigi, vende tutto, compra un camper e fuggite in Andalusia.
Ricordo il viaggio come un sogno ovattato.
Le tue canne ogni ora, Camilla che dormiva tutto il tempo, Mia Martini che canta con noi, e i racconti, le storie, le vite. E ogni volta che entravamo in un grill Camilla usciva con qualcosa in mano e tu eri disperata. Ed io che non avevo fame e che avrei finto di non averne pur di non accettare che tu mi pagassi il pranzo... partivi dall'Andalusia con centomila lire per andare a Firenze... e poi i fenicotteri rosa vicino a Marsiglia e la foto di voi accanto alla mia AX che sfrecciava a 150 sull'autostrada. E poi tu, che sentivi il richiamo dell'Africa.
L'ultima immagine è di noi tre, Camilla che tiene le nostre mani e io che abbraccio tutte e due davanti alla stazione di Sanremo.
A dodici anni e più di distanza ho la pelle d'oca ed un blocco allo stomaco a scrivere queste due righe. E' come se durante il viaggio avessimo vissuto insieme una vita piena di cose belle. Non so come sia, ma è così. E ogni tanto penso a voi: tu hai passato i quaranta e Camilla è quasi maggiorenne... e mi piacerebbe sapere che state bene e che hai mantenuto quella follia disorganizzata e quella gioia per la vita che ho vissuto con te una volta e immagino nei miei sogni ad occhi aperti che Camilla sia bella così come immagino fossi stata tu a sedici anni.
Non saprò mai nulla di voi, lo so.
Non ci vedremo più, lo so.
Ma penso a voi, e siete ancora lì.
Ciao, amiche.
Wednesday, September 27, 2006
Sono stato accusato...
...di avere perduto il mio sarcasmo per una sardonica zavorra di macabro odio.
Può anche essere vero.
Come può anche essere che da un momento con l'altro io esploda in qualche parodia, in qualche racconto, nella recensione di un vecchio disco, nella celebrazione di una minuzia. Può essere.
Si cambia. A volte velocemente. A volte lentamente. A volte mai. A volte quotidianamente. A volte solo nei giorni previsti.
A volte il cambiamento è solo l'apparire inaspettato del proprio essere, libero dalle maschere che ogni giorno siamo costretti a vestire.
Diciamo che è dal vivo che si apprezza il meglio di me e dei miei cambiamenti e dei miei umori. Per iscritto è più facile che esca un ponderato odio verso il mondo. Sì. Amen.
Può anche essere vero.
Come può anche essere che da un momento con l'altro io esploda in qualche parodia, in qualche racconto, nella recensione di un vecchio disco, nella celebrazione di una minuzia. Può essere.
Si cambia. A volte velocemente. A volte lentamente. A volte mai. A volte quotidianamente. A volte solo nei giorni previsti.
A volte il cambiamento è solo l'apparire inaspettato del proprio essere, libero dalle maschere che ogni giorno siamo costretti a vestire.
Diciamo che è dal vivo che si apprezza il meglio di me e dei miei cambiamenti e dei miei umori. Per iscritto è più facile che esca un ponderato odio verso il mondo. Sì. Amen.
Sunday, September 24, 2006
Cos'è un blog?
Cos'è un blog? Voglia di far partecipe una parte di mondo delle proprie ubbie? Uno sfogo cristallino alla vita quotidiana inutile? La condivisione di quel tanto che si odia e quel poco che si ama, del proprio mutevole pensiero? Cosa può interessare a chi non mi conosce quello che io scrivo se non partendo dall'idea di base che sono io che scrivo, nella mia magica e folle maniera, seduto in sella al mio mini pony? E' la pazzia che divaga, senza neppure dover cercare rifugio in alcool o droghe? O è una necessità onanista di comunicare senza un contatto, nel mentre che il mio odio verso il mondo esplode in tutta la sua forza? O tutto ciò è solo un semplice eccesso di bile e di veleno che ha bisogno di uscire e rimanere fissato nel tempo?
Non so.
Ma non mi interessa neppure più di tanto.
Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Non so.
Ma non mi interessa neppure più di tanto.
Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.




