Wednesday, January 16, 2008
Anno Accademico III
Libération: Nessuno. A parte le forti critiche a "Sarkozy qui ramène l'Eglise dans l'Etat."
Le Monde: Nessuno.
La Vanguardia: Nessuno.
El Pais: Nessuno.
The Times: Nessuno.
Wall Street Journal: Nessuno.
New York Times: Nessuno.
Frankfurter Allgemeine Zeitung: Nessuno.
Warsaw Voice, Warsaw Business Journal, The News: Nessuno.
The Irish News, The Dublin Post: Nessuno.
Corriere del Ticino, NZZ: Nessuno.
OE24.at: Nessuno.
Repubblica: "Il Papa non va alla Sapienza. Prodi: Clima inaccettabile."
Il Corriere della Sera: "Il Papa annulla la visita. Prodi: Clima inaccettabile."
Il Messaggero: "Sapienza, il Papa rinuncia: è bufera."
La Stampa: "Il Papa annulla la visita alla Sapienza."
Libero: "Rogo laico per il Papa."
Il Giornale: "Povera Chiesa, anzi povera Italia."
Il Foglio: "Prodi: tensioni inaccettabili. CEI: gravissima intolleranza."
Per fortuna neppure in Polonia o in Irlanda arriva l'odore delle chiazze di merda sfuggite alle papille gustative dei prono-giornalisti papisti nostrani.
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Tuesday, January 15, 2008
Anno accademico II
...però adesso, ragazzi, continuate la battaglia: fuori dai coglioni anche Veltroni e Mussi che ne hanno preso le difese solo perché lui è il nazipope.
Basta fascismi religiosi travestiti da democrazie sinistroidi!
Veltroni, Mussi: fuori dall'università anche voi!
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Monday, January 14, 2008
Anno accademico
Inoltre cospargerei la strada ai lati dell'Università di olio per motori la notte prima. Una bella spesa, certo. Ma c'è anche altro materiale scivoloso più economico.
Perché finalmente sia chiaro che questo nazista ce le ha fatte a fette.
Chi è senza peccato, lanci il primo uovo marcio.
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Friday, December 07, 2007
Giovanni 13, 34-35
Vangelo secondo Giovanni, Cap. 13
34 Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
35 Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri".
Alla faccia del cazzo.
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Wednesday, November 21, 2007
Memorie di un'incazzatura
Mi ricordo quella sera.
Ero a casa di quella troia forzaitaliota della mia ex.
Io ero sgomento, allibito, incazzato.
La vittoria era chiara, lampante, accecante nella sua ovvietà.
Ma nessun telegiornale dava la notizia.
Nessuno.
Nessuno.
Nessuno.
Nessun Emilio Fido a mettere bandierine azzurre.
Io urlavo al complotto.
E quella puttana, nervosa per la sconfitta, mi contestava.
Poi, il telegiornale di Rai3.
Lieve, mellifluo. Come se non si fosse trattato di una notizia importante.
Sugli altri canali: il nulla.
Mediaset? Lo scempio.
E finalmente, lei, la zoccola, incazzata e livida mi ha espulso da casa sua.
"Consulto Del Noce-Rossella sulle elezioni"
"Dati brutti, Cattaneo ora tenta di ritardarli"
Dai continui scambi di informazione tra le due aziende nelle ore dell'agonia del Papa
al "gioco di squadra" tra Tg1 e Tg5 per pianificare la strategia alle ultime elezioni
La morte del Papa. Il primo aprile 2005 il mondo è con il fiato sospeso. L'agonia di Giovanni Paolo II sembra essere giunta alla fine. E nelle redazioni giornalistiche cresce l'ansia per non farsi cogliere impreparati all'appuntamento con un evento storico. Tanto più che in Italia l'avvenimento potrebbe avere riflessi anche sulle elezioni che si svolgeranno il 3 e 4 aprile. I brogliacci delle intercettazioni telefoniche eseguite dalla Guardia di Finanza su ordine dei pm di Milano Laura Pedio e Roberto Pellicano e relativi al fallimento della Hdc, svelano come quei giorni furono vissuti freneticamente alla Rai.
Alla notizia del peggioramento delle condizioni del pontefice i responsabili del palinsesto di viale Mazzini, Carlo Nardello e Deborah Bergamini, si muovono per cambiare la programmazione. E per farlo, nel pomeriggio, la Bergamini non esita a contattare Mauro Crippa, il suo omologo nell'organigramma Mediaset. Poi, alle 21 e 49, telefona a un tale "Vale", che potrebbe essere Valentino Valentini, assistente del Cavaliere. E tre minuti dopo a Fabrizio (forse il direttore di Raiuno Del Noce, appuntano i militari del Nucleo regionale delle Fiamme Gialle): "Debora lo avverte che Ciampi sta preparando un messaggio a reti unificate da mandare in onda alla morte del Papa. Debora gli riferisce di aver avvertito Berlusconi. Debora gli dice che Berlusconi pensa che questo metterà in buona luce Ciampi e avrebbe considerato l'ipotesi di rilasciare anche lui delle dichiarazioni".
Il 2 aprile, intorno a mezzogiorno, una donna contatta la Bergamini: "Le due si lamentano di una persona alla quale non riescono a spiegare che bisogna dare un senso di normalità alla gente al di là della morte del papa per evitare forte astensionismo alle elezioni. Il telefono della chiamante è intestato alla Rai". Lo stesso giorno, alle 14.31, un non meglio identificato Silvio per Debora: "Le dice che domani sarà a Roma per votare. Debora gli spiega i propri impegni. L'uomo dice di avere paura per le elezioni e del probabile forte astensionismo dei cattolici. Debora lo informa che Ciampi ha preparato un messaggio da mandare in onda al reti unificate. I due dicono che Berlusconi non sarebbe credibile se rilasciasse delle dichiarazioni. I due pensano che Letta e Fini lo sarebbero di più ma loro non possono trasmettere propri messaggi a reti unificate. Debora avrebbe dato parere negativo a Berlusconi sulla sua comparsa in tv".
Le elezioni amministrative. Poco dopo le 15 di quel complicato 2 aprile in cui poco prima delle 22 l'agenzia Ansa batterà la notizia della scomparsa di Giovanni Paolo II, Debora e Benito Benassi, vicedirettore marketing Rai, iniziano a pianificare la strategia mediatica per gestire al meglio le elezioni. Debora "dice che Cattaneo ha chiesto di condividere i loro pareri con quelli di Vespa al quale avrebbero chiesto di non confrontare i voti attuali con quelli delle scorse regionali". Alle 16 ancora Debora per Benito. "Gli dice che Nardello è molto nervoso. Benito ha intuito che il d. g. (Flavio Cattaneo-ndr) vuole che nella rappresentazione dei risultati elettorali si faccia più confusione possibile per camuffare la loro portata". Alle 17 la temperatura sale, come la sensazione che per la Casa delle Libertà le imminenti elezioni si tramuteranno in una sconfitta. Debora chiama Del Noce: "Lo informa della programmazione televisiva di Canale 5. Del Noce dice di aver parlato con Rossella. Debora dice di aver parlato con Mauro Crippa di Mediaset".
Alle 18 e 30 Del Noce telefona alla Bergamini: "Le comunica che Vespa ha parlato con Rossella. Del Noce le riferisce che Vespa accennerà in trasmissione "al Dottore" (ndr, Silvio Berlusconi) ad ogni occasione opportuna"". Un minuto dopo Debora contatta nuovamente Crippa: "Parlano dei rispettivi palinsesti". Alle 21 e 37 l'annuncio della morte del Papa. Le comunicazioni a Saxa Rubra apparentemente si placano nella notte. All'indomani, domenica 3 aprile, i seggi vengono aperti. Intorno alle 14, Del Noce telefona a Debora: "Parlano dell'affluenza degli elettori alle urne e degli exit poll. La Bergamini pensa che i dati seri si avranno dalle 21.00 in avanti. I due parlano male di Mazza (direttore del Tg2-ndr). I due accennano al gioco di squadra tra Mimun e Rossella".
Poco dopo Debora è al telefono con una donna: "Parlano della variazione dei palinsesti a seguito della morte del Papa. La donna vive a Roma. Parlano del ritorno di immagine negativo della presenza di Berlusconi alla trasmissione televisiva di venerdì 1.4.05".
Alle 17 è il consigliere Rai Angelo Petroni a fare squillare il telefono sempre più incandescente di Debora: "Voleva chiederle notizie dei sondaggi. Debora dice di aspettare dati attendibili dopo le 18.30". Le telefonate si susseguono velocemente. Benito a Debora: "Le dice che i dati sulle elezioni sono abbastanza disomogenei e che quindi i suoi dati non sono del tutto attendibili (ore 20.00 circa). Benito dice che l'Udc ha comprato voti in Calabria". Alle 21.29, l'allora notista politico del Tg1 Francesco Pionati, oggi senatore dell'Udc, per Debora Bergamini: "Parlano dei sondaggi elettorali e delle ripercussioni delle elezioni sull'azienda Rai. Pionati si raccomanda a Berlusconi tramite la Bergamini".
La mattina di lunedì 4 aprile il nervosismo è palpabile. Poco dopo le 10 del mattino una certa Linda per Debora: "Linda le passa Niccolò Querci, parlano del lutto nazionale e della programmazione televisiva. Debbi dice che loro fanno la prima serata sul Due (per le elezioni) e quindi gli chiede di mettere una cosa forte in prima serata su Canale 5. Si risentiranno tra un quarto d'ora". Alle 18.51 è il direttore generale a scendere direttamente in campo. Tenta la mossa della vita, negare l'innegabile: "Cattaneo per Bergamini dice di aver parlato con Bonaiuti che era con Piersilvio, ma lui sta tenendo duro anche con gli altri dicendo che non è il caso di mandare in onda i dati. Cattaneo dice che sta rompendo i coglioni Follini, ma prima o poi dovranno dare i dati. Cattaneo dice che terranno più duro possibile".
Alle 19.30, arriva la telefonata direttamente da Arcore. È "Berlusconi per Bergamini". Cosa si dicono resta un mistero, perché il brogliaccio non può riportare le parole di un deputato, quale è appunto Berlusconi. Ma sull'altro fronte Cattaneo non demorde: "Dice che deve essere Nexus a dire che non ha i dati nazionali, non la Rai. Bergamini conferma che non li produrrà Nexus. Bergamini dice che alle dieci e trenta poi il Tg3 potrà dare i dati che vuole. Cattaneo dice che anche Vespa fa la serata elettorale e la Bergamini sostiene che "tanto Vespa è Vespa"".
Alle 20.38 la linea Cattaneo sembra incredibilmente prevalere. Benito per Bergamini: "Parlano dei dati elettorali che sono dannosi per uno schieramento e quindi è meglio non darli a Vespa". Alle 22.39 viene sancita la Caporetto. Una nota dell'Ansa ufficializza i dati: "Regionali: Unione verso l'11 a 2. Prodi: l'Italia ci chiede di governare. Follini: una sconfitta su cui riflettere".
Il mattino successivo lo smarrimento all'interno dei vertici di viale Mazzini prosegue mestamente. Questa volta è la direzione del Tg1 per Deborah: "La segretaria gli passa il dottor Mimun Clemente; continuano a parlare della sconfitta di Berlusconi". Alle 10.50 si pensa al rimedio. Un uomo per Debbi: "Dice di aver parlato con Paolo, l'uomo dice che il Cavaliere deve riconquistare il rapporto con il paese senza più vendere fumo. Parlano di dati economici e che i problemi grossi sono al Sud". Alle 13.19 Debbi per una donna: "Commentano lo stato d'animo del premier e la donna dice che dovrebbero andare via molte persone, la donna dice che dovrebbe migliorare la condizione di vita degli italiani". Intorno alle 22 di martedì 5 aprile, la notizia della presenza di Berlusconi a Ballarò, la trasmissione di Rai Tre, coglie tutti di sorpresa: "Ma è pazzo?", si chiedono in viale Mazzini.
Il 7, intorno alle 11, tale Riccardo contatta Debora per proporre drastiche soluzioni: "Parlano di politica e Riccardo dice che bisogna cambiare il portavoce di Berlusconi e Debbi risponde che è d'accordo, bisogna cambiare il modo di comunicare".
L'8 aprile un altro sconosciuto per Debora: "Commentano che ormai sono in mano ai comunisti, poi Debora dice che si devono vedere ed insiste che lui vada da lei. L'uomo dice che ha letto i giornali e gli chiede come sta il suo ex capo (parlano di politica); dicono che devono produrre una cosa scritta e seria. L'uomo parla del suo lavoro. Debora dice di andare a pranzo con Comanducci e Del Noce". Intorno a mezzogiorno un uomo contatta la Bergamini. "Parlano del fatto che Berlusconi è stato inquadrato pochissimo dalle telecamere presenti al funerale del Papa. E fanno commenti sul cerimoniale e sui capi di Stato".
Il Festival di Sanremo. Le incursioni del gruppo Mediaset nella sfera della Rai non si limitano a eventi che possono oscurare l'immagine del Cavaliere. Vanno oltre. Il 24 agosto 2004, per esempio, Querci, top manager di Rti, parla con un uomo di Bonolis, "che ha detto di non capire nulla di musica anche se è stato nominato direttore artistico di Sanremo". Non ci sono problemi. Ci pensa Querci. "Nicolò dice che in relazione a Sanremo ha avuto delle idee e che vuole comunicare all'uomo. Nicolò, tuttavia, dice che la cosa comunque non deve sapersi in giro". Sanremo è sempre Sanremo.
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Tuesday, October 02, 2007
Monday, October 01, 2007
Saturday, September 29, 2007
Zoolandia
Il nano ridens, ex mafioso di arcore, nella grande kermesse organizzata dal lombardo con l'ictus che non ha mai messo piede all'europarlamento pur avendoci dato lavoro al figlio nullafacente.
Tanta gente inutile che applaude bavosa.
E poi un'incitazione alla guerra da parte del nord padano - oh! ben 10 milioni di furenti padani! - e 10 milioni di veneti (evidentemente non sono padani).
Perché? per conquistare quello che avrebbero potuto fare in cinque anni e che la gente non ha voluto con un referendum...
La domande sono:
questa è la politica professionista?
la gente che applaude dovrebbe avere diritto di voto?
perché il mafioso di arcore non lo è più?
perché queste persone non sono tacciate di razzismo e terrorismo?
perché l'ictus non ha fatto danni maggiori?
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Wednesday, September 19, 2007
Azzeccagarbugli
"Entro domani dobbiamo decidere la richiesta di autorizzazione per D'Alema, Fassino e Cicu. Tuttavia, dopo un approfondimento fatto dagli uffici, abbiamo rilevato che l'onorevole D'Alema all'epoca delle intercettazioni, nel luglio del 2005, non era un parlamentare italiano, ma europeo."
Quando la giustizia italiana non è uguale per tutti.
Quando non ci si deve più lamentare della lentezza della giustizia.
Quando una persona innocente fino a prova contraria scivola nella presunta colpevolezza proprio perché si rallenta "ad personam" il processo di indagine.
Quando "ubi maior, minor cessat". Sia che il maior sia a sinistra, sia che sia a destra.
Quando occorre proteggere i propri oppositori perché quando toccherà a noi, se ne ricorderanno.
Quando la puzza di merda si sente al di là del proprio monitor.
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Tuesday, September 18, 2007
Tuesday, August 28, 2007
Tuesday, July 31, 2007
Il tempo delle Mele
Corriere della sera
Ancora misteri sul festino al "Flora"
Cesa accetta le dimissioni di Mele
L'ultima frontiera dei privilegi: un'indennità contro le tentazioni
Repubblica
Sesso e coca col parlamentare Mele (Udc): "Sono io ma niente droga"
Vi racconto quella notte ma la coca non l'ho portata io
Casinò e guai giudiziari - Mimmo sull'ottovolante
Non è il fatto che tu abbia un divorzio alle spalle. Ne conosco altri.
Non è il fatto che la tua seconda partner sia incinta e tu vada con altre. Ne conosco altri.
Non è il fatto che tu vada a puttane. Ne conosco altri.
Non è il fatto che tu tiri di coca. Ne conosco altri.
Il fatto è che se l'avesse fatto una persona normale, nessuno l'avrebbe difeso.
Mentre tu, probabilmente, eri al Family Day ad attaccare chi è diverso da te e i tuoi compagni di merende ti stanno difendendo. Anche solo stando zitti senza commentare.
Si chiama integrità morale.
E il fatto che uno del tuo partito abbia preso la palla al balzo per difenderti e battere cassa per "ricongiungere la famiglia" è ancora peggio.
Anche qui si chiama integrità morale.
E il fatto che tutti quelli che prima urlavano "Alla gogna!" adesso dicono che in fondo sei stato bravo perché ti sei autodenunciato e difendono la propria casta è ancora peggio.
Anche qui si chiama integrità morale.
E infine il fatto che, per difenderti da questo sputtanamento, la prima cosa che hai detto è stata che i tuoi colleghi di destra e di sinistra devono stare zitti perché anche loro fanno le stesse cose è ancora peggio.
Adesso tira fuori i nomi e i coglioni.
Thursday, July 12, 2007
Vergogna 6
Santa Maria della Passione, la bara dell'avvocato penalista, suicidatosi venerdì scorso nel suo studio milanese, è partita per l'ultimo viaggio verso la Liguria.""
Perché un suicida ha diritto al funerale in chiesa e Piergiorgio Welby no?
Perché io conosco la risposta alla domanda precedente e la pletora di pecore cattoliche no?
Perché questa chiesa cattolica che nulla ha a che spartire con gli insegnamenti del Cristo a cui dice di fare riferimento mi fa così tanto schifo mentre alla maggioranza dei cattolici no?
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Wednesday, July 04, 2007
Quousque tandem?
Prima che ce ne dimentichiamo: quanto tempo ancora dovremo aspettare perché se ne dibatta in parlamento? Oppure: quanto tempo invece ci potrà servire per un completo oblio di questa faccenda schifosa e quindi perché il parlamento ricusi le dimissioni?
Monday, June 25, 2007
Quante balle ci raccontano?
Tutte balle.
Prese da un sito obiettivo come può esserlo la Banca d'Italia. Nessun conflitto di interessi.
Sul Corsera cartaceo ci sono anche delle tabelle.
In Tab. 1 ci sono anche dei dati. Peccato che non ci sia nessuna fonte. NESSUNA.
E peccato che i dati dei fondi siano lordi mentre quelli del TFR siano netti.
E peccato che si parli di una "fantomatica" media geometrica che non esiste.
Spieghiamoci meglio.
Dati un numero N di numeri, la media geometrica semplice è la radice N-sima della produttoria della serie di numeri.
Quindi: se facessi veramente la media geometrica dei numeri del Corsera avrei valori folli. Tanto per fare un esempio, nel 2006 il BTP ha dato rendimento ZERO (davvero?) al netto delle tasse. Fate voi la radice N-sima di una produttoria con un fattore nullo. Quanto viene?
Immagino dunque che sia il calcolo semplice dei rendimenti secondo la serie di valori. Il problema è che ogni anno dovrei inserire una somma non predeterminata per arrivare in fondo e vedere quanto mi rimane in mano. Cosa fattibilissima con Excel o Calc. Ma fallace se non si chiarisce quale sia questa somma annuale e se sia variabile. Inoltre: se i rendimenti positivi sono negli ultimi anni, il valore finale è alto. Se avessimo fatto i conti con rendimenti negativi negli ultimi anni (come quelli delle azioni italiane 2001 e 2002, rispettivamente -19.3% e -18.0%) non avremmo in mano granché della somma iniziale.
Mancano quindi molti dati per poter dire che la tabella è sensata, no?
Facciamo invece un calcolo diverso, uguale per tutti e comparabile.
Supponiamo di avere una somma nel 1999 e di investirla solo in un determinato punto.
Prendiamo anche in considerazione i dati FALSI perché non supportati da fonti che ci dà il Corsera Economia.
Ebbene, partendo da 100 all'inizio del 1999 e calcolando gli interessi annuali avremmo questa situazione a fine 2006:
Fondi pensione negoziali: 135,45
Fondi pensione aperti: 131,75
Bot a 12 mesi: 123,61
BTP: 136,67
Azioni IT: 151,15
TFR: 125,32
Peccato che non possa decidere di mettere il TFR in BTP o in azioni (quali? Cirio? Parmalat?)... devo scegliere tra l'articolo 2120 del codice civile e questi fondi ladri...
Che brutta idea lasciare tutto nel TFR, vero? Peccato che i valori siano falsati dal fatto che alcuni sono lordi ed altri netti. Mele, pere e cazzi di gomma. I FPN e i FPA non sono gravati da commissioni, il resto è gravato da tasse. Pensate forse che non si possano quantificare le commissioni? Vi sbagliate... nella pagina successiva vengono stimate 0.60% di commissioni medie annue per i FPN e 1.40% di commissioni medie annue per i FPA. Visto che i dati di partenza sono "medi" a voce loro, perché non usare subito queste commissioni?
Non c'è problema: io ho Calc. Forse il genio della facoltà di economia di Bologna no.
Trovo quindi valori diversi per i fondi...
Fondi pensione negoziali: 129,31
Fondi pensione aperti: 118,09
TFR: 125,32
Che numeri differenti, vero?
Allora: se anche reputassimo corretti questi valori che sono, ribadisco, FALSI perché non supportati da fonti, i FPN sarebbero meglio di 4 punti percentuali mentre i FPA sono sotto di quasi 7 punti percentuali.
E io dovrei rischiare il TFR per 4 punti percentuali usciti da un periodo di quattro anni di prosperità totale della borsa italiana?
Caro Corsera Economia: basta pigliarci per il culo, basta leccare il culo al potere, basta! basta! basta! Una volta ogni tanto, vergognati di quello che devi scrivere, ribellati e prendi anche le parti di chi ti legge.
Così, tanto per fare.
E per dare soddisfazione a chi - fino ad oggi - ti sovvenziona.
Perché il domani è incerto...
Wednesday, April 25, 2007
Vergogna 6
Chiesa – Nuovo no ad aborto ed eutanasia
Mons. Angelo Amato, segretario della Congregazione per la dottrina della fede (69 anni, di Molfetta), ha paragonato la «propaganda» di questi atti ad un «terrorismo propagandato dai mezzi di comunicazione sociale». «Alcuni Parlamenti come sette sataniche»
CITTÀ DEL VATICANO - Oltre al terrorismo dei kamikaze che assomiglia ad un «perverso film sul male» girato ogni giorno in qualche regione diversa del mondo, esiste anche «un cosiddetto terrorismo dal volto umano che viene subdolamente propagandato dai mezzi di comunicazione sociale»; in questa categoria rientrano l’aborto, l’eutanasia, ma anche la pillola Ru 486 ed i laboratori dove si manipolano gli embrioni; le sette sataniche che praticano un «culto sacrilego del male» sono simili a quei Parlamenti che approvano leggi contro la vita.
È questo il duro j'accuse lanciato questa mattina da mons. Angelo Amato - 69 anni, salesiano, di Molfetta (Bari) - segretario della Congregazione per la dottrina della fede che ha affrontato il tema “Il problema del male. Riflessioni filosofiche e teologiche” nel corso del Seminario mondiale dei cappellani cattolici e membri delle cappellanie dell’aviazione civile in corso a Roma su iniziativa del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti.
In merito al fenomeno del terrorismo ed alla sua diffusione planetaria, mons. Amato ha affermato: «Leggendo i giornali – o utilizzando internet o la tv o la radio - ogni giorno noi assistiamo a un film perverso sul male, che viene “girato” in ogni parte del mondo con sceneggiature sempre nuove e crudeli, come constatiamo dalle mille provocazioni del terrorismo internazionale». Da qui la riflessione si è allargata ad altri aspetti del problema e ha toccato quelle che il Vaticano considera forme di «terrorismo dal volto umano» in realtà sintomi di una cultura del male che va considerata a fianco di quella espressa dai kamikaze.
«Oltre all’abominevole terrorismo dei kamikaze, che occupa quotidianamente la nostra cineteca mediatica - ha detto mons. Angelo Amato - c'è il cosiddetto “terrorismo dal volto umano”, anch’esso quotidiano e altrettanto ripugnante, che viene subdolamente propagandato dai mezzi di comunicazione sociale, manipolando ad arte
il linguaggio tradizionale, con espressioni che nascondono la tragica realtà dei fatti», come quando l’aborto viene chiamato «interruzione volontaria della gravidanza e non uccisione di un essere umano indifeso» o quando l’eutanasia viene chiamata «più blandamente morte con dignità».
Nel ragionamento del numero due della Congregazione per la dottrina della fede, alla “razione giornaliera” di male si aggiunge il male che resta “quasi invisibile” ma che «esiste nelle sedi più impensate e che, paradossalmente, viene presentato come bene», come espressione del «progresso dell’umanità». L’arcivescovo ha citato le cliniche abortiste, «autentici mattatoi di esseri umani in boccio»; i laboratori dove si “fabbrica” ad esempio la Ru 486, o dove «si manipolano gli embrioni umani»: i parlamenti delle «cosiddette nazioni civili», dove si «promulgano leggi contrarie all’essere umano».
A questo si aggiungono le cosiddette sette sataniche che praticano «un vero e proprio culto sacrilego del male».
Il male, secondo la lettura che ne ha dato oggi mons. Amato, «non è solo azione di singoli o di gruppi ben individuabili, ma proviene da centrali oscure, da laboratori di opinioni false, da potenze anonime che martellano le nostre menti con messaggi falsi, giudicando ridicolo e retrogrado un comportamento conforme al Vangelo». «Purtroppo - ha
concluso mons. Amato - non possiamo chiudere le biblioteche del male
né distruggere le sue cineteche che si riproducono come virus
letali» ma possiamo chiedere a Dio di «rafforzarci, mediante la formazione di una retta coscienza che cerca e ama il vero e il bene ed evita il male».
23/4/2007
Grazie, Monseigneur, per averci paragonato ai Bambini di Satana. Vorrei tanto essere una di quelle potenze anonime di cui parli per poterti introdurre al male... ah, no... ci puoi arrivare già da solo...
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Sunday, April 15, 2007
Vergogna 5

Lelio Cantini è stato punito aspramente dalla chiesa cattolica.
Ora non può dire messa per anni 5 e deve recitare un preghierone ogni giorno.
Ma è ancora prete. Poverino. Un minimo di pietà e misericordia cristiana.
Mentre la violenza sessuale verso minori è un peccato veniale, probabilmente i Dico sono un peccato mortale. Anzi, lo è già solo pensare che possano esistere.
Grazie, Herr Katzinger.
Per me avrebbero dovuto tagliarli le balle e lasciarlo morire dissanguato.
A Lelio Cantini, intendo. Al papa malvagio auguro di peggio.
Ci vediamo all'inferno, ciccio.
P.S.
Perché ho trovato questa notizia sul Corriere cartaceo di oggi ma non esiste in rete, né sul sito del Corriere né su quello di Repubblica? Devo forse affidarmi al sito dell'Osservatore Romano per avere le notizie fresche?
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Saturday, April 14, 2007
Vergogna 3
ESTERI È classificato sotto Esteri e non Cultura, per fortuna...
Presentato Gesu' di Nazaret , il libro di Benedetto XVI
"Non è un atto magisteriale ma una mia libera ricerca storica"
Il Papa ai lettori: "Liberi di contraddirmi"
La fatica letteraria del professor Ratzinger
In dieci capitoli la storia della vita di Gesù. Rinviata l'infanzia
"Gesù è ebreo ma è andato oltre l'ebraismo"
Il nuovo libro di Ratzinger
ROMA - Correggetemi, se volete. Assomiglia a Wojtyla quando appena nominato Pontefice disse: "Se sbaglio mi corigerete" , l'affermazione di Benedetto XVI contenuta nella prefazione del suo libro che uscirà il 16 aprile, giorno del suo ottantesimo compleanno, e che è stato presentato oggi a Roma: "Siete liberi di contraddirmi". Il libro s'intitola Gesù di Nazaret, che, precisa il Pontefice, si scrive senza acca.
"Questo libro non è in alcun modo un atto magisteriale ma è unicamente l'espressione della mia ricerca personale del volto di Cristo" si legge nella premessa. "Perciò ognuno è libero di contraddirmi. Chiedo solo alle lettrici e ai lettori quell'anticipo di simpatia senza il quale non c'è alcuna comprensione".
Benedetto XVI lo ha sempre detto: il volume potrà essere discusso liberamente da chiunque "perché non vincola all'infallibilità pontificia, non trattandosi di un testo inserito nel Magistero Papale nè in atti ufficiali del Mandato Petrino".
Ovvero, lasciami capire... lo scrive un papa, i giornali e le televisioni ne parlano perché lo scrive un papa (degli scritti del cardinale Ratzinger non è mai sbattuto meno di una minchia fritta a nessun giornale italiano) però NON lo scrive un papa così puoi dire tutto e l'opposto di tutto perché puoi sia sbagliarti (raro) sia essere frainteso (più semplice, vedi l'opzione Nano Ridens).
Molto interessante. Poco serio.
Il libro - Il Papa ha dedicato alla stesura del libro "tutti i momenti liberi" fino al settembre 2006, data in cui ha completato le bozze. Si tratta di un volume diviso in 10 capitoli dedicati alla figura umana di Gesù, dal battesimo fino alla trasfigurazione. La parte relativa all'infanzia è stata "rimandata" dal Pontefice alla seconda parte del libro di cui però non è ancora nota la data di uscita.
Mai. Altrimenti dovrà anche raccontarci come è nato il primo bambino da fecondazione eterologa, da genitori non sposati che, anzi!, hanno subito deciso di non copulare mai e difatti non gli hanno mai regalato un fratellino o una sorellina...
Per ora, il Papa teologo ha preferito quindi concentrarsi sull'attività "pubblica" di Cristo. Il libro, soprattutto, pur affrontando tutte le questioni più spinose, a cominciare dalla stesura dei Vangeli, archivia tutte le immagini fantasiose su Gesù di cui pullula la letteratura degli ultimi anni.
"Gesù non è mito ma storia" - Tutta la storia del Dio che muore e che risorge "è accaduta realmente". "Gesù non è un mito, è un uomo fatto di carne e sangue, una presenza tutta reale nella storia". E' uno dei passaggi più delicati e importanti del libro di Benedetto XVI. "Possiamo visitare i luoghi e seguire le vie che Egli ha percorso - scrive Ratzinger nella sezione dedicata alle Grandi immagini del Vangelo di Giovanni -. Possiamo, per il tramite dei testimoni, udire le sue parole. Egli è morto ed è risorto".
Il vangelo di Giovanni - Parlando della questione giovannea, cioè di chi sia effettivamente l'autore del Vangelo di Giovanni, Benedetto XVI sostiene che "il quarto Vangelo poggia su conoscenze straordinariamente precise dei luoghi e dei tempi, e pertanto può solo essere opera di qualcuno che aveva grande familiarità con la Palestina dei tempi di Gesù". "Il testo - prosegue - ci guida verso la figura di Giovanni di Zebedeo, ma non procede esplicitamente a questa identificazione". E se L'Apocalisse "nomina espressamente Giovanni come suo autore", "rimane aperta la domanda se l'autore sia il medesimo".
Ratzinger ricorda che "dai tempi di Ireneo di Lione (morto nel 202 circa), la tradizione della Chiesa riconosce all'unanimità Giovanni di Zebedeo come il discepolo prediletto e l'autore del Vangelo". Tuttavia "in epoca moderna sono sorti dubbi sempre più forti riguardo a questa identificazione".
"Allo stato attuale della ricerca - aggiunge - è senz'altro possibile scorgere in Giovanni di Zebedeo quel testimone che difende solennemente la sua testimonianza oculare", ma "la complessità nella redazione del testo solleva tuttavia ulteriori domande". Benedetto XVI afferma che "dietro il testo vi è, ultimamente, un testimone oculare, e anche la redazione concreta è avvenuta nella vivace cerchia dei suoi discepoli e con l'apporto determinante di un discepolo a lui familiare".
"La vera pretesa del Vangelo - spiega - è quella di aver trasmesso correttamente il contenuto dei discorsi, l'autotestimonianza di Gesù nei grandi confronti svoltisi a Gerusalemme, affinchè il lettore incontri davvero i contenuti decisivi di questo messaggio e in esso l'autentica figura di Gesù".
"Gesù dà la vita" - E' uno dei concetti-chiave dell'insegnamento di Benedetto XVI: "Questa è la grande promessa di Gesù: dare la vita in abbondanza". E tramite questo Gesù dà all'uomo "l'unica cosa di cui ha bisogno".
Il Papa ne parla a partire dalle "grandi immagini" del Vangelo di Giovanni (l'acqua, la vite e il vino, il pane, il pastore), da cui nel libro Ratzinger fa discendere la sua interpretazione del mistero dell'Eucaristia. "Gesù - spiega - promette di mostrare alle pecore il 'pascolo', ciò di cui vivono, di condurle davvero alle sorgenti della vita".
Ampia e profonda la visione teologica in cui il Pontefice dispiega la sua esegesi degli episodi evangelici, dalla simbologia dell'acqua al miracolo di Cana passando del pane.
"La nuova bontà di Dio non è acqua zuccherata"- Il cristianesimo non è buonismo e non è una morale. E anche se oblio di Dio e mito del successo hanno trasformato la "giusta laicità" in un profano laicismo, la ricerca della verità di Dio resta un "segnavia" per la ragione dell'uomo. La verita di Dio va cercata "nella comunione con Gesù".
E qui iniziano a ruotarmi le ballette... La NUOVA bontà di Dio? ne esistono di varie e differenti? ma che dio è? beh... la NUOVA bontà di Dio non è acqua zuccherata? Ma non si era detto "Porgi l'altra guancia?" Io ricordo Gesù così, lo ricordo quando dice "Date a Cesare quel che è di Cesare" e lo ricordo quando dice "Chi è senza peccato scagli la prima pietra". Non ha bontà differenziate come i cassonetti o valide per un periodo storico ma non per l'altro. E la sua "bontà" è a prescindere. Quindi, caro finto Papa, come di recente vedo che cerchi di fare, fai presa sulla paura dei tuoi seguaci parlando di oblio di Dio e di profano laicismo cercando di interpretare le scritture come se fossero la legge della Sharia. Tutto ciò è infausto. E poco cattolico.
"Gesù è ebreo ma è andato oltre il giudaismo" - Pur essendo stato "un vero israelita", Gesù "è andato oltre il giudaismo". Questa distinzione ricorre più volte nel libro testo, dove Ratzinger si inserisce esplicitamente nel dibattito tra Cristo e il rabbino di cui parla Jacob Neusner in A Rabbi talk with Jesus.
E così tagliamo un po' le balle a questi giudei che tanto stavano simpatici al papa precedente ma che a me stanno così sul culo "con kvei cappelli neri una kvelle treccine strane...".
"Dio non è madre" - Lo scrive Benedetto XVI: "Nonostante le grandi metafore dell'amore materno, madre non e' un titolo di Dio, non e' un appellativo con cui rivolgersi a Dio''. Il papa si pone la domanda se ''Dio non è anche madre'' visto che ''il paragone dell'amore di Dio con l'amore di una madre esiste'' e appare già nell'antico Testamento e nella tradizione ebraica. Ma aggiunge subito il papa ''resta per noi normativo il linguaggio della preghiera di tutta la Bibbia'' dove ''l'immagine del padre era ed è adatta a esprimere l'alterità tra Creatore e creatura, la sovranità del suo atto creativo''.
Terminiamo alla grande... Dio non è madre.
Quindi, ragazze, tornatevene al vostro posto: in cucina.
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