Wednesday, June 27, 2007

Assolta

Palermo, assolta l'insegnante
che punì l'alunno bullo



PALERMO - Assolta l'insegnante che aveva costretto un alunno a scrivere sul quaderno "sono un deficiente", dopo un episodio di bullismo. La donna era stata denunciata dal padre del ragazzo.

Secondo il pm, che aveva chiesto una condanna di due anni, la risposta della docente di Lettere, trent'anni di insegnamento alle spalle, era stata sproporzionata rispetto al comportamento del suo alunno dodicenne. Un ragazzino vivace che, all'inizio dell'anno scolastico, aveva impedito a un coetaneo di entrare in bagno coprendolo di insulti omofobici.

La docente è stata assolta "perché il fatto non sussiste". La donna si era sempre dichiarata tranquilla, sostenendo di aver fatto "il proprio dovere". All'udienza e alla lettura delle motivazioni hanno assistito i rappresentanti di alcune associazioni gay, che le hanno portato solidarietà. Lei ha solo detto all'avvocato: "Mi viene da piangere".

(27 giugno 2007)



Fossi stato il giudice, avrei imposto anche ai genitori del ragazzo di scrivere cento volte "Siamo degli stronzi omofobi e dobbiamo imparare ad istruire meglio quella testa di cazzo di nostro figlio."

E per il PM che ha chiesto due anni avrei imposto di insegnare una qualunque materia in una qualunque classe di quella scuola. Per due anni.

Per l'insegnante:
RESPECT.

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Monday, June 25, 2007

Notizie buone.

La società che mi ha licenziato ha chiuso in pareggio.
Come fosse vero.

Hanno cercato di venderla per 50 Milioni di Euro.
Il potenziale compratore si è fatto un sacco di risate.

Il mio EX capo - lo stronzo che mi ha licenziato - è stato promosso.
Da Direttore Vendite a Key Account Manager.

Godo.

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Sunday, April 01, 2007

Domani...

...si ricomincia a lavorare.
Speriamo in bene.

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Thursday, January 18, 2007

TFR

Allora... io non ho ancora capito perché su questo argomento si parli così tanto ma in maniera assolutamente faziosa...

Ci sono varie opzioni: vediamole...

1. Azienda sotto le 50 unità
1.a. TFR classico: rimane in azienda
1.b. Fondo aperto
1.c. Fondo chiuso di categoria
1.d. Non decisione: fondo di categoria se l'azienda ne ha uno altrimenti fondo chiuso dell'INPS

2. Azienda sopra le 50 unità
2.a. TFR classico: all'INPS
2.b. Fondo aperto
2.c. Fondo chiuso di categoria
2.d. Non decisione: fondo di categoria se l'azienda ne ha uno altrimenti fondo chiuso dell'INPS

Tutti parlano della convenienza dei fondi ma, pur essendoci voci che tifano per il TFR classico o il TFR all'INPS, non si sentono se non dai sindacati che - da notare! - dovrebbero spingere sui fondi chiusi di categoria... perché?

Da Radio24 / Il Sole 24 Ore, "organo di partito" di Confindustria otteniamo qualche informazione "datata" ma interessante sui fondi e sulle pensioni integrative:

Il metodo più classico per costruirsi una pensione integrativa è probabilmente costituito dai fondi pensione, che permettono di assicurarsi una rendita a vita.
Esistono i fondi pensione chiusi, cui possono aderire solo i lavoratori di una certa categoria professionale o i dipendenti di una certa azienda, ed esistono anche i fondi pensione aperti, che sono costituiti da banche, Sim, o assicurazioni, e vi può aderire chiunque, in maniera individuale.
Dal 1° gennaio 2001 la deduciblità dei contributi versati nei fondi pensione aperti è stata innalzata al 12% del reddito, con un massimo di 10 milioni annui. Lo stesso trattamento viene appliccato alle polizze vita di tipo previdenziale.

Da un punto di vista fiscale, quindi, non vi è alcuna differenza tra le polizze previdenziali (dette anche "fip" o "pip") e i fondi pensione aperti.
Le differenze, invece, riguardano il rendimento. Le polizze previdenziali, infatti, danno due garanzie in più. La prima è quella di "consolidare" (ossia di acquistare per sempre) il rendimento raggiunto anno per anno. La seconda è quella di un tasso di conversione del capitale in rendita fissato fin dall'inizio.

Il tasso di conversione è una percentuale che serve a calcolare l'importo della rendita (ossia della pensione). Questa percentuale viene decisa in base a delle tabelle statistiche (dette tavole di mortalità) che stimano la vita media della popolazione.
Più si allungherà la vita media, più si abbasseranno le rendite, perché le compagnie assicurative saranno costrette a pagarle per un numero maggiore di anni.
Così, se la vita media continuerà ad allungarsi, le pensioni calcolate con le attuali tabelle statistiche saranno sicuramente più alte di quelle calcolate, ad esempio, tra 25 anni.

I fondi pensione aperti, al contrario delle polizze previdenziali, non possono consolidare il rendimento, nel senso che se un anno si guadagna il 20%, l'anno dopo questo rendimento potrebbe essere perso secondo l'andamento dei mercati.
Inoltre, i fondi pensione aperti fissano il tasso di conversione solo al momento in cui inizieranno a pagare la rendita, basandosi sulle tavole di mortalità dell'epoca.

Le polizze previdenziali, quindi, offrono maggiori garanzie, ma in cambio fanno pagari costi più alti. Su ogni versamento, infatti, la commissione varia tra il 5 e l'8%. Mentre i fondi pensione hanno commissioni intorno al 2-3%, ed alcuni fanno pagare soltanto una cifra fissa di 50 o 100mila lire.


Questo significa che per i fondi aperti (banche, SIM, assicurazioni tipo - che ne so? - Mediolanum), a fronte di commissioni minori, ti ritrovi con un fondo che non garantisce il rendimento e non garantisce neppure il tasso di conversione! visto che viene fissato al momento in cui inizia a pagare la rendita...

Chissà perché al TG5 non parlano più di TFR all'INPS ma di quale fondo pensione scegliere né, quando parlano dei vantaggi negli ultimi 5 anni, citano quali vantaggi si avrebbero avuti se contassimo gli ultimi 10 anni (diciamo, quelli con il 2001 nero...).

Pare che un fondo pensione previdenziale (tipo il Cometa dei metalmeccanici) sia più sicuro... sempre che nel frattempo non si cambi lavoro e settore... e in quel caso potrebbero essere cazzetti...

Toh... se però si va a vedere cosa dicono i sindacati si scopre qualche dato in più... ovvero da alcuni link a caso su UIL e CGIL scopriamo già solo dei fondi pensione chiusi che:

I fondi pensione viaggiano con il vento in poppa, anche se nel medio periodo perdono di un soffio la sfida con il Tfr. Nel 2005 si è attestata all'8,1% la performance media netta dei fondi chiusi o negoziali, destinati ai dipendenti di un´azienda o agli appartenenti a una categoria professionale. Sempre l'anno scorso, le liquidazioni accantonate presso le aziende hanno reso il 2,6% al netto dell'imposta dell'11%. A due, tre e quattro anni i chiusi vincono la gara con rendimenti complessivi del 12,6%, 17,8% e 14,1% rispetto al 5,1%, 8% e 11,3% offerto dal Tfr. Ma se si comprende anche il 2001, anno nero per i mercati, finiscono sotto: 13,5% contro 14,4%.

Oppure si scopre anche che a 6 anni il fondo Cometa dà un rendimento del 13.72% totale contro un 17.98% del TFR (guardatevi il PDF della CGIL che contiene i dati dei principali settori con fondi chiusi).

I dati delle due pagine web possono sembrare incoerenti ma si basano solo su periodi e calcoli differenti. Nella sostanza sono sensati entrambi.

Chiaro che oggi il paragone al breve è vincente per i fondi, aperti o chiusi che siano, ma... non dovremmo ragionare nel medio / lungo periodo?

...e poi: quanto rende questo TFR? Il TFR rende il 75% dell'inflazione più l'1.5. Ovvero: se l'inflazione è sotto il 6%, il TFR rende più dell'inflazione! E anche se l'inflazione fosse superiore, si avrebbe comunque un capitale rivalutato con rischio quasi zero di non ottenerlo alla fine del rapporto. A me non sembra poco...

Su un altro sito di Rappresentanze sindacali di base troviamo una domanda divertente:
Illuminante a tal proposito è il passo di un’intervista fatta dalla trasmissione Report ad un consulente finanziario in merito ai rendimenti dei Fondi:
GIORNALISTA:Un ultimo dubbio. Ma se invece di tante promesse di guadagni facili in Borsa ci garantissero almeno quel misero e tanto bistrattato rendimento del Tfr?
Io le do i soldi e l’accordo è: mi dai lo 0,75% dell’inflazione più l’1,5. Lei ci sta?
STEFANO CARLINO, Fondiaria SAI: Non è... non è un contratto che io potrei e saprei gestire da un punto di vista finanziario. Quindi se le dicessi di si direi una bugia. Probabilmente in teoria è possibile realizzare la cosa che dice lei, ma diventa talmente oneroso costruirlo che il rendimento mi verrebbe interamente mangiato dal costo di costruzione.
MILENA GABANELLI, autrice Report: Siamo invitati ad investire nei fondi perché ci dicono che renderanno di più del tfr. E poi chi vende fondi dice che non può garantire lo stesso miserabile rendimento perché costerebbe troppo.


Ricapitoliamo in maniera diversa, dai...
1. Lo stato è nella merda e chiede il TFR dei lavoratori per l'INPS in modo da avere qualche euro in più in interessi
2. Lo stato è anche nella merda di un conflitto di interessi pazzesco che facciamo finta di non vedere e, dopo i vaneggiamenti di finanza creativa del Bambino d'Oro, ci spinge a dare i soldi del TFR non allo stato stesso - non fidatevi di me! - bensì a private assicurazioni, banche e saltimbanchi mascherati di cui - qui sì! - ci si può fidare ad occhi chiusi per un futuro dolce.
3. I telegiornali succubi e collusi ci annunciano quanto sarà bello poter investire la propria pensione in fondi e - anzi! - che la cosa più intelligente sarebbe di mettere tutto in fondi azionari perché nel lunghissimo periodo le azioni guadagnano sempre (sentito su LA7!). Visto che quest'ultima frase mi è stata ribadita da un amico che mastica di finanza come io mastico di russo, vorrei proprio sapere come ha fatto a diventare già un mito urbano senza nessuna connessione sensata alla vita reale.
4. Il TFR mantiene il capitale ad un tasso di interesse variabile che è superiore all'inflazione se questa è sotto il 6%. Un tasso di interesse che né le banche sui conti correnti danno, né una SIM garantirebbe in uno dei fondi magici di cui abbiamo parlato finora.

Perché ho una sensazione strana che mi pervade, oggi?

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Friday, December 15, 2006

Vita senza un lavoro

Com'è vivere senza dover andare a lavorare, senza quel senso di nausea che ti prende perché da un momento all'altro potrebbe arrivare uno stronzo qualunque che ti urla dietro senza il minimo rispetto perché può farlo altrimenti ti licenzia, senza la necessità di relazionarsi con gente la cui lingua scorre su chiappe sporche per poter rimanere aggrappata alla sedia traballante da cui sono caduti in tanti, con il solo pensiero di quale direzione far prendere al futuro e quali corsi frequentare per il proprio diletto?

Inutile dirlo: bisogna stare attenti a non goderne troppo perché è una vita così bella che è facile perdersi tra le onde di questo mare...

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Friday, December 08, 2006

Looking for a job

Eh sì... ho aperto un nuovo blog... solo in inglese, direi... ma non è proibito postare in altre lingue, no?

Adesso mi serve solo una connessione adsl per scrivere... sì... perché... non mi quadra molto il dover scrivere da casa dei miei... quindi ci vorrà un po' di tempo prima di vedermi ri-postare spesso...

I'll keep you informed, I'd say...

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Sunday, December 03, 2006

...a proposito di lavoro...

A chiunque legga...: cosa posso fare della mia vita, adesso?

Dai, accetto tutti i consigli...
Vorrei un lavoro che mi dia soddisfazione, che mi permetta di smetterla di vestirmi in giacca e cravatta e che mi lasci indossare la mia maglietta "Non mi avrete mai come volete voi", che mi permetta di lasciarmi crescere i capelli come Slash dei GnR, che mi lasci tornare a casa tutte le sere, che mi dia la possibilità di creare una colonia di gatti di razza senza bisogno di qualcuno che me li curi, che mi faccia girare su internet tutto il tempo che voglio e che mi permetta di scrivere, scrivere, scrivere...

Grazie...

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Sono stato licenziato...

Tutto è avvenuto all'improvviso.
Quando mi hanno detto che avevano annullato il mio biglietto per Delhi, ho capito.

Chiuso in una stanza con la padrona che mi diceva che "da ora" non ero più desiderato e con il mio ex capo (la parola "ex" è il punto più bello di tutti...) che mi urlava ancora addosso, gli occhi fuori dalle orbite iniettati di sangue.
Meglio andarsene, con qualche lira di buonuscita.

Sì, d'accordo, sarà dura inventarmi una vita nuova.
Ma sono sicuro che sarà molto più tranquilla di ora.

Peraltro: che la morte porti via velocemente le vostre anime già morte e i vostri soldi inutili. Perché ho voglia di ballare il tip tap sulle vostre tombe.

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Tuesday, November 28, 2006

Nausea

Per quale stranissimo motivo

quando ti vedo
quando ti sento
quando ti penso
quando ti immagino
quando sei puntuale
quando sei in ritardo
quando sei in anticipo
quando mi scrivi le email
quando vedo arrivare un audi
quando non mi scrivi per mesi
quando so che stai arrrivando
quando parliamo di te tra colleghi
quando stiamo zitti perché tu sei tra noi
quando penso che potrei tagliarmi i capelli come te, che non conosci parrucchiere

mi viene da vomitare comunque?

Possa tu essere cosparso di sabbietta già pisciata e morire con in bocca una palla di pelo di gatto.

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Sunday, November 19, 2006

It's not luck

It's not luck di Eliyahu M. Goldratt.

Dovessi solo criticare il libro, non avrei dubbi.

Il libro è scritto da una persona che non sa scrivere (tal Eliyahu M. Goldratt), impaginato in PDF e tradotto da persone che non sanno né impaginare né tradurre (il frontespizio cita MST - Methods for System Thinking). Per amore di polemica, noto che tra i loro clienti più noti trovansi il "Centro Ricerche Fiat" - saranno loro i progettisti della nuova Croma? - e la Casa di cura per anziani Villa Sorriso. Non male come curriculum. Ora ci sarà anche l'azienda per cui lavoro io. Chapeau.

La lettura eviscera un sentimento di noia indescrivibile attraverso una trama che avvince quanto l'idea di essere lapidato in pubblico colpito da torte ripiene di merda.

La trama - sconvolgente - racconta di un mega-iper-fanta-super-ultra General Manager che tutti amano per la sua intelligenza, sagacia, bontà, sicurezza ed altri venti tipi diversi di pregi ma soprattutto per la sua capacità di analisi delle situazioni e dei conflitti. Oh!, quanti di questi meravigliosi personaggi ho conosciuto in vita! Il primo Amministratore delegato che ho conosciuto era un alcoolizzato che non sapeva abbinare camicia e pantalone (quale cravatta?). Un buon 99% degli alti dirigenti che ho conosciuto, poi, non era apprezzato neppure dalla propria famiglia e - in balia di un problema - avrebbe squartato il cuore della persona più amata pur di scaricarlo (e con esso l'eventuale responsabilità di colpa) su chiunque altro.

Costui, sottoposto alla necessità di vendere tre aziende di cui è responsabile, in poche settimane riesce a decuplicarne valore, fatturato e redditività (tutto insieme! che bello!) per tramite di una semplice analisi dei processi. Inoltre aiuta anche la figlia nella relazione con la propria migliore amica e con il fidanzato e permette al figlio di trovare un business meraviglioso per fare soldi in abbondanza.

Non risponde però alla mia domanda pressante: enorme testa di minchia fritta, se le tue splendide aziende (che hai salvato nel primo libro della trilogia: oh, yeah!) erano in una situazione tale che - con semplici ragionamenti, senza abbassare i prezzi, senza innovare alcunché, senza spendere soldi - avrebbero potuto decuplicare i propri introiti, perché, genio della teoria dei conflitti!, non te ne sei reso conto prima e non hai messo in pratica tutto questo ragionamento prima che ti obbligassero di venderle? e perché, genio del management, le aziende concorrenti - dopo aver visto la tua "offerta mafiosa" funzionare - non dovrebbero copiarla e riportare il tutto alle quote di mercato precedenti?
Ma forse sono stupido io a pormi domande così complesse. Adesso vado a chiamare i TdG e mi faccio spiegare da loro come "vivere in un mondo molto molto più migliore".

A memoria mi sfugge una lettura più inutile, ridicola, insulsa.


La cosa più simpatica, però, è che la mia società sta organizzando dei corsi - e li paga bene, immagino - per sensibilizzare il nuovo management di secondo livello (che è cambiato rispetto alla settimana prima, a proposito...) e già si vedono i primi risultati: personaggi dalla lingua felpata che parlano di "nuvole da evaporare", di "iniezioni" e di "teoria dei conflitti" pur senza ricordarci che hanno bisogno del GPS per tornare a casa la sera.


Mi sono spesso chiesto chi telefona ai vari maghi in televisione, chi chiama Vanna Marchi per avere le alghe dimagranti (una la conosco: è una mia ex che ora è dirigente in Rinascente...), chi si fa predire il futuro dalla lettura dei nei sulla schiena. Persone malate, probabilmente. Questo mi dicevo.

Poi ho conosciuto un dirigente d'azienda che pensava che tutti - dai clienti ai fornitori ai dipendenti - cercassero di fregarlo e che cercava in tutti i modi di fregare tutti quanti. Il risultato era che tutti capivano i suoi movimenti e, pur non essendo partiti con quest'idea precisa nella mente, cercavano sempre di metterglielo in culo sorridendo. E lui: zero. Non capiva. Il vuoto. Anzi: nel caso, interpretava la realtà all'opposto. Incredibile. Ma vero.

Ecco qui una medesima situazione. Una società di barbagianni, capaci di vendere non solo fumo ma anche fumo fritto piuttosto che focalizzarsi su prodotti seri (che hanno, si badi!) che si lascia sviare dallo specchietto luminoso di altri barbagianni che vendono fumo fritto profumato di fumo fritto e senza neppure avere un prodotto serio! Incredibile. Ma vero.

Adesso però mi chiedo... se la catena alimentare è questa: come posso farmi barbagianni e vendere a questi ultimi barbagianni del fumo così trasparente che non si vede e non se ne sente neppure l'odore? Ci devo pensare. Mi sembrerà forse incredibile. Ma, visti i precedenti, neppure più di tanto.

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Friday, October 06, 2006

Per la cronaca

1. Di email posso spedirne il doppio, il triplo e anche di più. Semplicemente perché io so usare un computer e tu - che hai quasi 40 anni - no. E non te ne vergogni, testa di cazzo?

2. Se potessi mi cospargerei di peli di gatto tutto il corpo e, se fossi sicuro di farti stare male, mi struscerei su di te come se volessi farmi scopare. Ma tu non sei allergico, testa di budello: è tutta una balla, nevvero?

3. Già che ci sei, prima che Dio, Buddah, Allah, Visnù, Manitù o chi cazzo per esso ti tenga per mano nel buio, impara a scrivere in italiano corretto, testa di minchia immane.

Primo pensierino mattutino.

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Thursday, October 05, 2006

Perché non ti parlo più

1. Spedisci troppe email
2. Hai dei peli di gatto sui vestiti

Grazie, capo.

Sai già cosa spero ogni volta che mi sveglio, vero?

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Tuesday, October 03, 2006

Incontri non desiderati

Oggi ho avuto il primo incontro con il mio capo a proposito dei paesi da gestire.
Non siamo all'aut-aut ma ci stiamo molto avvicinando.

Non saprei neppure dire chi dei due sta mentendo di più... ci si accusa a vicenda di cose che l'altro nega con forza e nessuno dei due può più definire la verità con certezza...

Peraltro, lui ha avuto l'ardire di dire che tutte le offerte per i suoi paesi che ho fatto durante l'anno non sono coperte da commissione per me perché erano dei favori... fammi il favore, dimenticati il mio nome, la prossima volta.

Per fortuna che sto registrando tutto come amr... poi devo capire come trasformarlo in mp3, filtrarlo e tagliare i pezzi salienti... speriamo che al prossimo colloquio mi riesca a dire qualche minchiata migliore e più compromettente...

Dai, forza, orsù... muori di morte violenta...

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Monday, October 02, 2006

Lunedì...

...e la speranza di scoprire che il mio capo ha lasciato questa valle di lacrime durante il weekend è sempre l'ultima a lasciarmi...

Prima o poi mi dovrà parlare.

Ho già timore del discorso che dovremo affrontare e che è solo un mese che evita... dovrò restare assolutamente calmo e possibilmente registrare quanto succede... troppo calmo devo stare... anzi... spero che mi colpisca lui... come ha già fatto altre due volte, peraltro...

Che schifo di vita...

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Monday, September 25, 2006

Compleanno

Tra pochi giorni è il compleanno del mio capo.

Dai, dai... che non arrivi a 40 anni...

Spe, ultima dea.

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Thursday, September 21, 2006

Stanchezza a Cape Town

Sì, sono stanco.

Stanco di essere qui, stanco di lavorare, stanco di questa vita.
Stanco di parlare di affari solo con Afrikaans.
Stanco di vedere i neri fare solo mestieri del cazzo.
Stanco di avere i piedi caldi.
Stanco di dovermi svegliare domattina prima delle 4am per fare il check-out e prendere il taxi alle 430am e ritrovarmi in aeroporto alle 5am a fare la fila.
Stanco al pensiero di dover passare 12 ore filate su un cazzo di aereo, stretto stretto.
Stanco di dover aspettare un altro aereo per tornare a casa.
Stanco di sperare che tutto sia in orario.

Stanco di tante cose di cui ormai ho perso il conto.

Voglio una vita diversa, voglio dei sogni diversi, voglio tornare a casa la sera sorridendo.
L'erba voglio.

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Risveglio a Cape Town II

...e sono ancora le 730am e sto ancora urlando.

Sì, va bene, avrò mangiato bene ieri sera ma dovunque si mangia bene: anche a casa mia.

Sì, lo so, c'erano i gamberoni, la bistecca, la birra (4 boccali da 1/2 litro...) ma ci sono anche a casa mia.

Sì, il mio collega sudafricano è stato simpatico ma ho amici simpatici anche a casa mia.

Non c'era casa mia. Ecco. Voglio tornare a casa.

Domani. Domani è vicino e domani è lontano...

Si inizierà così: sveglia alle 400am e poi taxi per l'aeroporto e poi biglietti in bocca e valigia in mano e poi check-in in coda e poi vaffanculo all'aeroporto, alle code e a tutti quanti e poi inizio imbarco alle 600am e partenza alle 700am e tanto si sarà in ritardo per poi arrivare a Francoforte 12 ore dopo... che vita di merda, sì.

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Wednesday, September 20, 2006

Risveglio a Cape Town

...e sono le 730am e già sto urlando.

Perché qui non volevo venire, perché non me ne frega nulla di tutti voi, perché mi chiama il grande capo del posto e vuole che io vada a Johannesburg il giorno della mia partenza, perché ho sulle spalle tante ore di volo ed il doppio di viaggio con valigia in mano e biglietti in bocca, perché ne ho altrettante venerdì per ritornare, sempre che mi facciano tornare e non mi metta a litigare ancora con quel cretino del gran capo che ora starà telefonando in Italia dicendo quanto io sia poco simpatico, perché c'è già uno che mi sta aspettando nella hall... che vita di merda.

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